uomo OS

December 25, 2005 on 11:29 pm | In parole | 5 Commenti - Lascia un Commento

possessore (e felice utilizzatore) di

windowsXP
ubuntu Linux
MacOS X Tiger

buon natale a tutti

ed ecco che…

December 23, 2005 on 3:23 pm | In parole | 8 Commenti - Lascia un Commento

ho messo a posto la sezione dei links. cioè per ora ho solo tolto la descrizione e fatto in modo che venga fuori quando si lascia il mouse sopra il link, ce ne stanno molti di più e c’è una bella impressione di pulizia, la’ a destra.

appena riesco cerco anche di dividerli per categorie, nel frattempo farò che i links normali abbiano il titolo normale e i blog hanno sempre “BLOG:” davanti.

diciamo che odio smanettare sulle template, fondamentalmente. piuttosto mi piaceva l’idea di sistemare il blog come se fosse una testata giornalistica. vi piace di più l’impostazione alla www.ansa.it, oppure alla www.repubblica.it oppure alla www.gazzetta.it?

[Fede] Tre Blog.

December 22, 2005 on 4:01 am | In parole | 17 Commenti - Lascia un Commento

In origine i blog avevano la stessa funzione di un normale diario: aiutarci, tramite la trascrizione delle nostre vicissitudini quotidiane, ad analizzare le nostre azioni, a conoscere meglio il nostro carattere.

Con la grande espansione di questi, si son trasformati in elementi di pubblico sfoggio. Quest’ultima generazione di Blog, io la suddivido in due categorie:

- Blog cazzata;
- Blog diario.

I Blog cazzata - è una ripetizione, lo so - sono quei Blog che ho letto più volentieri in assoluto. Non solo perché più di una volta mi hanno strappato una risata, ma pure perché sono i più sinceri. Dichiarano pubblicamente di voler dare uno sfogo alla loro creatività comica e si limitano a quello. No excursus sulla propria vita, no “quanto dolore provo”. E’ vero che anche quello che scrivono loro è una forzatura della loro vena comica, parlando faccia a faccia non riuscirebbero mai ad essere così divertenti, ma almeno quando leggi lo sai che scrivono per far divertire. E’ un bello spettacolo con la consapevolezza di ambo le parti. Ho visto anche Blog che nascon cazzata ed in itinere passan a diario, evidentemente volevan far crescere la richiesta di attenzione.

I Blog diario - è una ripetizione, lo so - sono l’espressione di quel che vorremmo essere. Ultimamente sto imparando a definirli Blog borghesi. Ci sono Blog del genere, simili a questo di Pietro, che si salvano in parte perché tralasciano completamente la parte descrittivo-emotiva. In questi casi, di solito viene condizionata da quel che vorremmo essere, solo la scelta dell’argomento di cui si parlerà.

Purtroppo, però, ci son anche i Lottian-Style Blog, o Blog molto borghese. Prima di tutto, questo genere di Blog ha il rigorosissimo sfondo nero, le transizioni più assurde sui link fatte con i CSS (e ci si capisse mai cosa cazzo c’è scritto nel testo linkato), logo di testa frutto di 3 ore di lavoro tra ricerca su DeviantArt e photoediting con Photoshop. Variazioni al tema sono lo sfondo Anime, composto da fighi personaggi giapponesi in pose di profondo dolore interno, oppure lo sfondo pastello per il Blog che sfoggia, ma non vuol essere dark. In ultimo, ho notato come l’URL del Blog, fa sempre riferimento a qualcosa di doloroso o ad una super divinizazione di Noi stessi. Tocco di genio è la sezione “About Me” lunga chilometri, ma atta solo a dimostrare che sono animi troppo complessi, leopardianamente chiusi nella loro infinita conoscenza, affinché Noi rozzi popolani si possa capirli. Il maggior picco di genialità si raggiunge, però, quando dichiarano tutti che odiano la falsità! “E apri un blog, allora?” mi domando io.

L’archivio di tutto quello che hanno scritto nei mesi è uno standard. Ci dovessimo perdere i loro dolori mortali come faremmo? La sezione dei Blog Amici è un altro must: sempre lunga, perché aver pochi che ti leggon è una vergogna, il testo linkato è sempre il nome del proprietario del Blog o il suo soprannome versione bohemièn, nell’alt però ci va o il nick lottiano (per farsi conoscere meglio) o nuovamente un suo soprannome versione bohemièn, tipo: “Dolore nell’Utopia”. Altro punto importante, è farci incastrare in una qualsiasi parte il nick lottiano, sempre per i motivi sopracitati. Le classiche “Love” & “Hate” per aver più possibilità di far vedere quanto si soffra, quanto si sia irraggiungibili dall’umano pensiero nelle nostre elucubrazioni, il tipico: “Non cercate di capirmi, o morirete nel farlo”; quest’ultime, spesso si uniscono alle liste su ciò che piace, per dimostrare quanto l’autore la sappia lunga sulla vita. “Ma sei avrai al massimo 17 anni!?”.

Ultimamente sta girando il “Berluscounter”. Forse l’unica cosa buona dei Blog… se solo non fossero così dannatamente borghesi.

Sto scrivendo troppo, non va bene perder tutto ’sto tempo dietro ad un Blog, anche se è venuto di cuore. Finirò un’altra volta.

Alla prossima,

[Fede] Io un Blog, perchè?

December 20, 2005 on 3:57 pm | In parole | 13 Commenti - Lascia un Commento

Questo è il primo post all’interno del Blog di Pietro, mi sento quasi un altra persona mentre scrivo. Caspita, che strano effetto che fanno i Blog, non me li ricordavo così.

Non è facile scrivere nei Blog, devo sempre ricordami chi sono e le mie idee, prima di mettermi a tastiera e scrivere. Ad esempio, volevo iniziare con una dotta citazione di Calvino su quel che significava iniziare a scriver su un foglio bianco, ma fortunatamente mi son subito reso conto che era assolutamente inutile. Era uno sfoggio di cultura filosofeggiante, tanto caro ai Blog. Una carezzina all’ego, insomma.

Premetto subito che sono conscio di avere un pubblico. Scrivo a coloro che leggono questo Blog, sarei un terribile ipocrita a dire che questo spazio è solo per me stesso. In quel caso, mi sarei creato uno spazio con lettura vietata, oppure utilizzavo le sempre buone carta e penna. E dubito che anche allora, sarei stato completamente sincero con Me stesso. Leggo molti che scrivono di non esser influenzati dal giudizio del lettore: balle! Sono influenzati due volte, ma approfondirò questo poi.

Ribadisco che scrivo per essere letto, ma non posso far finta che questo progetto sia solo questo. In origine è nato per invogliarmi a scrivere di più, magari più correttamente; ragion per cui cercherò di non utilizzare faccine, se non nei commenti.

E’ il mio progetto del Non-Blog.

Un progetto così delicato, che Io stesso fatico a descriverlo. Se chi legge sentisse il bisogno di farmi notare che sto uscendo da questo progetto, o discutere alcune tematiche di esso, sarei ben Felice di discuterne, sia per commenti - poiché gli altri leggano - sia in forma privata. Altrimenti, non mi rompete le balle che scrivo quel che voglio.

Cercherò di rispettare alcuni punti:

- Non scrivere nulla sulla mia vita. Perché chi ne fosse veramente interessato potrebbe contattarmi, chiedere e parlarne.

- Non sarò in assoluto modo Dark. Potrei pure esserlo come filosofia, ma di certo non lo mostrerò qui. E’ diventata una moda così terribile che è riuscita a sminuirne l’ideale.

- Evitare le mode da Blog. L’esser Dark e parlare del Dolore che provo con il Mondo, in primis. Esoterismo. Cercare di darmi il tipico fascino Bohémien. Toni cupi e tristi, costruiti. Cliché vari. Anche di questo parlerò poi. Odio che il mio giudizio possa essere influenzato da quel che gli altri potrebbero pensare di Me.

Bon, mi par di aver dato sin troppe spiegazioni per quel che farò e non era necessario. Sarò entrato troppo nella mentalità Blog? Boh.

Una cosa però ci tengo a farla, di cuore.

Come Cittadino facente parte di una nazione che ha una costituzione basata sui Valori dell’Antifascismo, ho il compito civico di educare a mia volta questi valori. Perciò mi sento di dire:

Di Canio Fascio

Di Canio, quel braccino infilatelo da qualche altra parte.
E la gamba, quella destra ovvio, a tutti quelli che la pensano come Te.

Alla prossima,

benvenuto al fede

December 20, 2005 on 4:10 am | In parole | 5 Commenti - Lascia un Commento

carissimi,

avrete notato il comparire in alto una nuova voce tra le pagine del blog: la pagina del fede. ci stiamo riempiendo di amichetti insomma, ieri ometto di gomma, oggi il fede.

è una linea redazionale voluta. in uno scenario dove oramai solamente la diversificazione dei contenuti riesce ad assicurarsi la clientela siamo obbligati ad offrire il maggior numero di spunti di lettura (o di visione della vita) possibili nello stesso posto.

in realtà ho beccato il fede mentre si stava facendo un blog e lo ho costretto con la forza a non farlo e ad aprire una rubrichina nel mio blog. speriamo bene, a dire il vero non ho la minima idea di cosa farà qua dentro. ma tanto oramai tra omini di gomma gialla e omini di plastica molliccia (io) non poteva andare peggio.

quindi procediamo alle presentazioni:

fede

federico b. proveniente e residente a livorno (boia deh!) professione studente fancazzista e webmaster a tempo perso (molto perso)

benvenuto insomma. la guerra con l’omino di gomma è iniziata e mi sa che a foto siamo già 1-0 per lui.

ometto #1

December 19, 2005 on 1:58 am | In parole | 6 Commenti - Lascia un Commento

ometto

ciao, sono l’ometto di gomma. non appena avrò un poco di tempo vi racconterò la mia storia travagliata e cosa ho a che fare col propietario di questo blog.

nel frattempo vi basti sapere che pietro ha aggiunto una categoria (in alto sulla colonna a destra) che si chiama come me. cliccando su quel link potrete leggere tutti (e solo) i messaggi che vi manderò tramite questo mezzo.

nella palude della vita

December 7, 2005 on 12:49 pm | In parole | 4 Commenti - Lascia un Commento

dalle bacheche di extremelot

Un contadino nel nord dell`Inghilterra alla fine del `800 coltivava la terra che non era neanche sua e con grande fatica.
Metre era chino a lavorare sente delle grida provenire da una vicina palude.
Corre e vede un ragazzo che rischia di affogare risucchiato dalle sabbie.
Trovandosi solo e lontano dalla possibilità di richiedere aiuto, il contadino si impegna con grande rischio per oltre 3 ore riuscendo alla fine a salvare il ragazzo.
Scoprirà che il ragazzo è figlio di una buonissima famiglia il cui capostipite vuole asolutamente sdebitarsi.
Il contadino non vuole nulla per se, chiede piuttosto che si paghino gli studi al figlio che altriementi dovrebbe aiutarlo in campagna non potendosi egli permettere di mantenerlo come studente.
Il figlio studierà con successo notevole fino alla laurea in medicina.

Il gesto generoso del contadino dunque salvò il mondo due volte:

- il ragazzo che stava affogando era Winston Churchill che fu caposaldo degli alleati nella lotta al nazismo.

- il figlio del contadino era Alexander Fleming, che nel 1928 notò che le culture di batteri contaminate da una muffa non si sviluppavano.
Quel tipo di muffe producevano una sostanza che chiamò pennicillina e che fu il primo antibiotico grazie al quale si sono salvate milioni di vite.

paludina

la prossima palude vedrò di guardare se c’è gente da salvare

congress(i) sul programma

December 3, 2005 on 12:56 am | In parole | 6 Commenti - Lascia un Commento

congresso numero 1

sono stato tutto il giorno a casa, a seguire la diretta via internet del congresso sul programma dei ds (www.dsonline.it) . ho ovviamente avuto abbastanza sfiga da perdermi metà dei discorsi di prodi e del d’alema, ma va bene così. tante donne incazzate, solita mummifica livia turco, qualche intellettuale francese (due).

comunque bene, dai. sono simpatici più del solito per lo meno, e decisamente più credibili di qualsiasi altra forza politica italiana, e mi pare già un buon motivo per votarli, oltre che per la filosofia di fondo.

comunque non è questo l’evento mediatico della giornata, ma un altro. anzi, per dirla meglio, un altro congresso sul programma.

congresso numero 2

è terminato poco fa, in camera mia un importantissimo congresso di intellettuali sul programma da presentare alle prossime elezioni. si sono trovati sulla cassa destra del mio stereo, ed erano, nell’ordine da sinistra: il volpino con la faccia sveglia, il congilietto di vetro porta temperamatite e l’orsetto bianco ikea con vero nome svedese di animaletto polare simpaticamente svedese.

congresso fra animaletti congresso fra animaletti

hanno trattato alcuni tra i tempi più caldi del momento, con costante riferimento/confronto con le avanzate socialdemocrazie nordiche, fieramente rappresentate da SÖT, il nostro orsetto ikea.

grande assente al congresso la famosa ex-attrice ora in politica: renna che fa le caramelle di cacca, ma ha promesso che quando verrà ritrovata in casa prenderà parte a quanti più dibattiti possibili.

e’ un grande passo avanti per il nostro paese.

filosofia da blog: “i blog sono una palla”

December 1, 2005 on 2:03 am | In parole | 2 Commenti - Lascia un Commento

questo testo è decisamente bellino. continuo nella mia pigrizia maxima di “trovare” cose altrui che rispecchiano quel che penso piuttosto che scrivere qualcosa di sensato io. ma lo faccio particolarmente bene, quindi et voilà. da http://liveraw.org/rebel/

I BLOG SONO UNA PALLA

L’altra sera, dopo tipo il secondo bicchiere di rosso scelto a caso dalla lista (e le due birre medie della cena) esce fuori il discorso del blog. E lei mi fa: ‘tu ce l’hai un blog?’ Ecco, mi sono sentito un po’ pirla, perché io un blog ce l’avrei pure, ma è tra quelle tante cose che lascio sempre a metà.

Questa faccenda del blog poi mi è particolarmente fastidiosa. e mi annoia in fretta. Dover trovare qualcosa d’interessante da scrivere ogni giorno può diventare un lavoro. E poi se hai pure la sfiga che quello che scrivi piace e diventi un po’ celebre, un po’ blogstar, la cosa diventa pesante davvero.

Perché io avevo un qualcosa di dandynesco: un giovane ragazzo introspettivo e abbastanza incasinato di testa, ma senza gli inconvenienti tipici dell’asocialità quali l’obesità, la schiena curva e il viso dilaniato dai brufoli. Uno che non facesse paura ad incontrarlo di notte, insomma. E questo m’ha reso la cosa facile, all’inizio. ma poi…

Ecco, rispetto a molte delle blogstar nostrane, a me mancava la caratteristica principale. Una notevole scontrosità acquisita chiudendosi per anni e anni in se stessi a rimuginare e progettare la distruzione del mondo intero. Quindi, essendo purtroppo per nulla odiato, la mia carriera di blogstar fallì miseramente. Mascherare questa tremenda voglia di vendetta e odio in quasi innoqua tagliente ironia e sarcasmo mai rivolto contro se stessi (ne risentirebbe l’autostima), qui sta la bravura della blogstar perfetta.

Non essendo uno che come massima espressione di socialità ha la fraggata su unreal,(ndSTPeter: uccidere nemici in un vidogioco) a un certo punto non sapevo più cosa scrivere. Mica posso inventarmi qualcosa contro cui sfogarmi ogni giorno, così senza motivo. Non volevo più scrivere. Che s’attaccassero. Io non sono neanche un tipo a cui piace stare al centro dell’attenzione.

Certo, m’è passato anche per la testa che forse forse sono un tipo noioso, ma non è così. E’ che il blog è di per se una cosa noiosa. E’ qualcosa che ti vai a leggere quando proprio non sai che cazzo fare. Un blog deve intrattenerti quel minimo per passare la giornata in ufficio. Un blog non deve essere interessante, non deve avere un cazzo d’importante da dirti. Gli unici blog interessanti sono scritti da adolescenti in crisi depressiva. Tutto il resto è un pirla che parla male di quello che ha visto in televisione la sera prima. E neanche ci lavora, in televisione: la guarda solo, è la sua occupazione principale.

Ma anche quelli che ti raccontano le loro paure e insicurezze dopo un po’ rompono. Perché la scrittura non ti risolve nulla. Quelli che scrivono e scrivono, scrivono sempre le stesse cose. E la loro vita non va mai avanti. Sono sempre lì bloccati sugli stessi problemi. I loro blog hanno fasi oscillatorie, proprio come la loro depressione, e in certi momenti pare che finalmente stia cambiando qualcosa, poi dopo un mese rimettono il template nero e parlano di suicidio. Ecco, quelli che minacciano di suicidarsi sono i peggiori. Che poi sembra sempre che siano gli unici a volerla fare finita. ‘Sono speciale, io’ E’ il tipo di persona che si lancerebbe da un grattacielo, così lo vedono tutti, ma proprio tutti…

Ed è per questo e per molto altro ancora, che ho di nuovo un blog.

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