cambio di programma
September 22, 2005 on 3:34 am | In parole | 1 Commento - Lascia un Commentoquesta sera volevo segnalare un sito di fotografia, scrivere riguardo la notte bianca romana dello scorso week-end, e fare due o tre battute sul tormentone dell’inglese di berlusconi. ma dopo aver letto delle dimissioni di siniscalco dal governo, mi pare obbligatorio riportare per intero l’articolo di repubblica.
è un quadro disarmante e che lascia poco spazio alla speranza di un italia pulita ed efficente, e quel che si può fare è solo amplificare l’urlo dei disperati che cerano di farlo notare, per fare si che alle prossime elezioni qualcuno non faccia l’errore delle scorse. ecco, da repubblica.
ROMA - “Mi dimetto per l’assoluto immobilismo del governo. Il problema non è Fazio, ma chi è incapace di risolvere il problema. Per questo non sono amareggiato: sono scandalizzato”. È sera quando Domenico Siniscalco non è più il ministro dell’Economia. Anche lui come il suo predecessore Giulio Tremonti, ha gettato la spugna dopo uno scontro istituzionale clamoroso con il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Ha consegnato la lettera di dimissioni a Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, poi, a Palazzo Chigi, ha spiegato le sue ragioni a Fini e a Letta.
Hanno provato a convincerlo a ripensarci. “No, torno a Torino a fare il professore”, ha replicato in un’atmosfera gelida.
Il ministro ritorna solo “tecnico”, diverso dai politici con cui ha convissuto poco più di un anno. Fino a Fazio. Può finalmente sfogarsi, salutando i suoi più stretti collaboratori. “Fazio - attacca - è quel mostro istituzionale, extra-repubblicano, perché qualcuno gli permette di esserlo”. È per questo che le dimissioni non sono contro Berlusconi. Ma contro l’anomalia di un sistema nel quale “nessun è in condizione di dire che il governatore non ha più la fiducia del governo”.
Era quello che Siniscalco aveva chiesto al Consiglio dei ministri del 3 agosto, in piena bagarre per le intercettazioni della magistratura. Ma lì Berlusconi non c’era. Colpito da una improvvisa tonsillite… Il governo rimase zitto. E allora Siniscalco, qualche giorno dopo, scrisse la sua prima lettera (ufficiale e protocollata) al premier. Ma ancora nulla. “La verità è che sono due visioni del mondo. E questo Paese, in questo momento, ha bisogno del massimo di credibilità. Questa vicenda - davvero - ha colpito direttamente al cuore la credibilità del nostro sistema finanziario”.
Lo vedremo da oggi a Washington: Raghuram Rajan, capo economista dell’Fmi, davanti a 160 Paesi, parlerà solo della perdita di reputazione dell’Italia. Non di altro, purtroppo. E a Washington, invece, ci sarà - diceva uno stretto collaboratore del ministro - “l’uomo più screditato della comunità finanziaria internazionale”.
La Finanziaria c’entra poco, nella scelta di Siniscalco. Anche se c’entra. Perché l’attacco di ieri dei fazisti (dal collaudato Ivo Tarolli al new comer Roberto Calderoli) non a caso è partito proprio dalla Finanziaria, con quella strana distribuzione di Tarolli delle ipotesi tecniche della Ragioneria ai giornalisti in Parlamento.
Tutte soluzioni tecniche, tutte senza alcun vaglio politico del ministro del Tesoro. Tutte usate per attaccare il ministro. Tanto che solo poco arriverà il fuoco leghista: “La Finanziaria non va riscritta, va scritta”, gridava Roberto Calderoli, ministro del Carroccio, mentre il collega Roberto Maroni andava a fare visita a Via Nazionale, uscendone soddisfatto. “Abbiamo parlato delle cose nostre, istituzionali”.
“E io - ragionava Siniscalco - me ne vado per Fazio ma anche per una Finanziaria elettorale”. Che lui, l’ex ministro tecnico, non avrebbe mai sottoscritto. “E poi, la Finanziaria è pronta, è scritta. Ce l’hanno tutti e chi afferma il contrario sa di dire il falso”.
Ce l’ha con i fedelissimi del governatore, Siniscalco. E i silenzi dei Palazzi. “Ma come - insiste - Fazio (dice proprio così l’ex ministro pensando a Tarolli, ndr) Fazio attacca la Finanziaria e nessuno dice niente. In giro vedo solo pigmei da gran premio. E tanta ambiguità”.
Siniscalco ha capito che doveva accelerare al sua scelta (aveva già detto “o io o lui”) quando si stava stringendo la morsa sul suo dicastero. A Letta e Fini ha spiegato che “ogni materiale ha una prova di torsione”. “Può reggere - ha insistito - ma fino ad un certo punto. E quando si rompe, si rompe. Io ho superato il punto di rottura”.
Gli ha ridetto che già nella prima lettera era chiaro ciò che bisognava fare. Da una parte le pressioni dei mercati internazionali, dall’altra i silenzi dei Palazzi romani. “La seconda lettera (quella di ieri, ndr) non è negoziabile”. Non c’è alternativa alle dimissioni se non farsi stritolare da qui alle elezioni. “E poi: cosa potevo negoziare? Un posto da deputato nel collegio del Piemonte Sud? No, non mi interessa. Questa è stata la mia forza da ministro del Tesoro. No - ripete anche con i suoi - torno a fare il professore a Torino. Davvero non ne potevo più: un giorno mi dicevano che erano d’accordo con me, il successivo che però non si poteva fare nulla, poi nulla, infine mi chiedevano scusa”.
Siniscalco ha provato a salvare la credibilità dell’Italia, ci ha messo la sua faccia all’ultima riunione dell’Ecofin di Manchester. “Perché - dice - nei Paesi normali i governatori della banche centrali hanno 45 anni e quando arriva la telefonata del governo, scattano”. Questo Paese non piace al tecnico Siniscalco. “Ho chiesto in tutti i modi di impedire i danni. Ma l’ambiguità continua. Vedo incontri, messaggi. Cose che non capisco, ma che ci sono. E allora meglio tagliare corto. No, non mi piace un Paese nel quale una grande banca straniera per venire ad investire i suoi soldi deve chiedere il permesso di Luigi Grillo. No, non ci voglio stare”.

tardi, troppo tardi!
September 17, 2005 on 3:44 am | In parole | 5 Commenti - Lascia un Commentosono belle e strane le giornate passate ad iscriversi ai corsi, pensare come sarà il prossimo semestre universitario, quello dopo, quello dopo ancora, quello… (no, basta) ti senti facilmente a posto, anche se dura poco.
next on screen:
-weekend alla notte bianca di roma prometto foto e resoconti, e sopratutto uno spietato confronto tra la nuit blanche parisienne che ho vissuto oramai quasi un anno fa (sigh) e quella capitolina.
-tante guide e esame di pratica per la patente
-oktoberfest! (con post dedicato a suo tempo)
nel frattempo andiamo a letto disgustati da una maggioranza che ricorda sempre più (per i lati peggiori) alcune manovrine degli anni DC per mantenere la poltrona ed il poltronato. chissà se santo ciampi martire avrà la voglia di non metterci una firma, a quella proposta elettorale.
pensierino corollario: ho l’idea che qualsiasi presidente della repubblica al confronto con un governo come questo sarebbe apparso “difensore della costituzione e della moralità” il buon (?) carlo azeglio sarebbe stato altrettanto buono in presenza di un governo del centro sinistra o per lo meno di un governo migliore? (ma esiste?)

domanda prima di andare a letto (abbene si, c’è tanta carne al fuoco questa sera), ne ho già parlato con fede l’altra sera:
ma perchè ad un certo punto tutti abbiamo smesso di usare yahoo e samo passati su google?
what if…
September 14, 2005 on 3:53 am | In parole | 3 Commenti - Lascia un Commentoquello del “what if…” è un gioco divertente, anche se un po’ strano. Iniziamo così:
e se… avessi studiato in un’altra città, comunque non venezia?

dalla finestra di camera mia
auliche memorie
September 13, 2005 on 2:50 am | In parole | 1 Commento - Lascia un Commentohttp://www.extremelot.it/proc/arti/vediarte.asp?id=7583
rivedevo stasera la poesia che ho postato nella galleria delle arti di extremelot oramai un bel po’ fa. non fa mai male ricordarsi quanto si è capaci, in fondo.
Sono pieno di moccio
1 Sono pieno di moccio
2 e di ciò mi dispiaccio.
3 E` lamento posticcio:
4 dopo questo tempaccio
5 soffia freddo libeccio
6 quando dormi all`addiaccio!
7 Ma tornar malaticcio
8 mi regala un abbraccio
9 questo star casereccio
10 non è poi sì malaccio.
StPeter
Note:
Dopo 3 giorni di influenza dovuta ad una notte passata fuori di casa, ho composto questa poesia in settenari. Da “Antologia della Letteratura in Prosa e Poesia Italiana:” “L`autore in questa poesia vuole evidenziare i lati positivi e negativi della vita del bohemién, senza però dimenticare una sorta di cordone ombelicale alla vita familiare che lo riaccoglie dopo ogni sua “sortita” avventurosa. L`analisi stilistica tende a sottolineeare la rima alternata A B A C A D… Curioso poi il fatto che, scelta come termine della rima la desinenza “accio”, l`unico termine con valenza dispregiativa è “tempaccio” mentre gli altri sono normali parole senza sfumature di senso. Una delle opere più espressive ed originali dell`autore, che dimostra ancora, dopo “L`ode al sonno” e “Professore prediletto” l`interezza della sua vena espressiva, giungendo ad una piena maturità compositiva, dopo le opere giovanili, sebbene siano ancora presenti quelle frivolezze stilistiche di cui già abbiamo parlato.” Parafrasi: 1 Trasudo muco 2 e non sono felice di questa cosa. 3 E` un lamento fuori luogo: 4 ovvio che con questo tempo avverso 5 c`è freddo e vento 6 quando dormi all`aperto! 7 Ma tornare (a casa) un po` malato 8 fa sì che la mia famiglia mi accudisca 9 e stare un po` a casa (accudito) 10 non è poi così male.
festa surprise
September 11, 2005 on 3:20 am | In parole | 4 Commenti - Lascia un Commento|
ecco, per la felicità di chiara e amici stefani, breve resoconto della “festa surprise” dell’altroieri sera al beck’stage, grande tendone attrezzato montato sulla rotonda davanti la mostra del cinema a venezia. |
![]() l’interno del beck’stage |
![]() il dj del buddha bar |
selezionatissimo pubblico composto esclusivamente da 1)gotha del radical-chic italiano, in uno svolazzare di pantaloni indiani, scialli, stole e pasmine di colori esclusivamente arancio, viola o verde marcio, sandali e collane di pietre; 2)gotha del’infiltraggio veneziano, quindi quarant-cinquant-sessantenni tiratissimi in improbaibili vestiti color panna con cravatte enormi molto anni ‘80 e camice sempre arancioni (che si è capito con troppo ritardo essere il colore dell’estate); 3) amabili pesci fuor d’acqua come me, lorenzo e nicola. |
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stringendo, la festa s’è conclusa con l’ottima programmazione musicale di un simpatico dj venuto direttamente dal buddha bar di parigi e devo amettere che nonostante gli orrori vaganti tra il pubblico e le oramai troppo note stranezze radical-chic degli avventori proprio il simpatico disc-jockey ha reso la serata “che merita”. |
![]() |
noblesse oblige
September 9, 2005 on 10:54 am | In parole | 4 Commenti - Lascia un Commentoimpeccabile, Lapo Elkann, degno discendente di una delle famigle della borghesia torinese… da www.repubblica.it:
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…Elkann è poi passato a parlare del rilancio del gruppo: la Fiat, ha detto, “deve tornare a essere una macchina, mi si passi il termine, figa“, e ancora: “E’ necessario che i giovani siano gasati nel guidare Fiat”… tanto per aggiungere figosità hanno inventato qualche nuovo nome ridicolo per le configurazioni di colore dalla nuova Grande Punto (www.fiatpunto.it): BIANCO Santarellina (!) |
un utente del forum di assistenza dello stesso sito, faceva notare che manca il colore più trendy di tutti: il “BLU Gratis“
10 e lode…
September 5, 2005 on 12:18 am | In parole | 1 Commento - Lascia un Commento“Il mio bilancio è da 10 e lode”. Così ha esordito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, davanti alla platea riunita al Workshop Ambrosetti di Cernobbio
“Io resto un uomo del fare. Mi presenterò agli italiani ancora così. Se mi voteranno mi sacrificherò ancora, se mi manderanno a Tahiti su una barca a godermi il sole ringrazierò chi mi ha assolto dall’essere troppo responsabile”.
ma vaffanculo!
(parola universalmente conosciuta e capita)
per fortuna che c’è serena
September 1, 2005 on 6:34 pm | In parole | 1 Commento - Lascia un Commentoil mondo col fiato sospeso per seguire la tragedia dell’uragano katrina in america.
e la tennista serena williams annuncia che donerà 100 dollari (sigh) alla causa per ogni ace che riuscirà a battere (battuta imprendibile direttamente a punti).
grazie, serena, ci servivano proprio i tuoi ace.
meditavo se sarebbe più benefico da parte mia donare 50 euro ogni esame fatto (no) o 0,01 euro ogni “andrea” trovato facendo gli indici questi giorni (probabilmente di più).
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